|
Con
la prefazione di Angelo Manitta esce questo libro
in versione e-book di Gaetano G. Perlongo, un
poeta decisamente nuovo nel modo di concepire
e creare la sua poetica che dirò subito non è
semplice, non è facile, non è scontata, bensì
ricca di suggestioni ed umori, di frasi stilisticamente
ineccepibili e soprattutto di grande valore letterario
perché originali. L'Autore non si è lasciato ingannare,
come purtroppo è capitato, e capita, a molti,
dal voler essere a tutti i costi "popolare" mettendo
su carta le proprie esperienze con linguaggio
elementare, ma ha affrontato, ed affronta, assumendosene
tutte le responsabilità, una via che per altri
può sembrare impervia ma per lui abbastanza praticabile.
Basta iniziare a leggere: "POETANDO" per capire
che le "sperimentazioni" sono più che collaudate
e giustificate da un modo di sentire e fare poesia
originale: "Poetando / arpeggio la coscienza /
colla risonanza / di chi cerca un nido / tra le
rughe nascoste dell'universo / arpeggiando / intaglio
di versi / tra le umide labbra di dio / ...ma
quale dio / il dio esaltato / della mia gente
/ o il dio / malato del mio tempo" è un interrogativo
che porta alla meditazione, che ci porta a fare
un sopralluogo per le strade sconosciute d'un
misticismo inteso diversamente, probabilmente
a ragione, nel quale trovare appunto il dio vero,
quello giusto. Ed ancora in "CAROVANA DI MARE":
"Preghiera di nazareno / ventre / e palmo di Madre
/ in questo nido / non mi fu dato entrare / ...ma
nel mio / continuo / migrare / tra metropolitane
spirituali / sognai una carovana di mare / coi
salmi di Isaia / e la veggenza di Tiresia... /
Odore di pianto / Odore di Israele" a conferma
d'una poesia indubbiamente colta, là dove emergono
metafore che pongono il poeta un gradino più su
dei tanti, consapevole di alcuni rischi corsi,
e lo scrive in alcune note: "...ri-assemblo, elaboro,
ri-concepisco, discerno dalla vociante arena del
mondo la musicalità delle parole e sento come
Raimond Queneau che "la scimmia senza sforzo diventò
l'uomo, che un pò più tardi disgregò l'atomo..."
aggiungendo: "così è nato questo lavoro". Qualcuno
potrà obiettare che la poesia è qualcosa d'irrazionale
e dunque priva di elaborazione. Infatti nel momento
dell'evento ispirativo è senz'altro così, ma c'è
un dopo che darà all'Autore la possibilità di
trasformare delle annotazioni accennate in versi
definiti e completati. Vi è anche, in molti titoli
come: "LA GLOBALIZZAZIONE" - "SIGNORA BANDIERA"
"L'ANTISOCIALE", un impegno politico e soprattutto
sociale: "...voi padroni / figli d'una mitologia
fraintesa / non concimate a salve l'onestà / alzate
le cataratte della morale / affinché sul davanzale
del mondo / possa elevarsi / un arpeggio d'uguaglianza"
è un invito-messaggio che dovrebbe essere raccolto
da chi può, da chi deve dare ad un popolo come
il nostro il rassicurante orizzonte di qualità
di vita che spesso viene dimenticato. Aggiungo
un altro titolo che mi è particolarmente piaciuto:
"REITERANDO SOGNI OZIOSI DI MAGGIO" dove Gaetano
G. Perlongo elenca i suoi tanti sogni e tra questi
scrive: "ho sognato la penombra / della malinconia"
"ho sognato questa logorroica / mia iterazione"
nessuna logorrea ma poesia vera, sentita, pregnante
che spero di leggere, ben volentieri, in altri
futuri lavori.
|
|