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Rivisitando “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar,
posso asserire che leggere i libri è come costruire
ancora granai individuali, ammassare riserve contro
un inverno dello spirito che da molti indizi,
mio malgrado, vedo venire.
Un
matematico gioca in Borsa. Consigli e sconsigli
per chi vuole diventare ricco con le buone azioni
John Allen Paulos è matematico, apprezzato professore universitario
e divulgatore di grande successo. Forte delle
sue competenze, ha provato a utilizzarle in un
settore dove la dimestichezza con i numeri deve
essere senz'altro di grande aiuto - o almeno così
gli pareva. Ha dunque utilizzato il suo sapere
matematico - dal calcolo delle probabilità alla
statistica, dalla teoria dei giochi alla logica
- per gestire i suoi investimenti finanziari.
"Un matematico gioca in Borsa" racconta
con straordinario brio e divertimento una vicenda
basata su una esperienza personale. Inizia quando
Paulos decide di investire una piccola somma acquistando
un pacchetto di titoli di una società high tech
dal luminoso avvenire (così asserivano unanimi
gli esperti). Come un amore sfortunato, quelle
azioni lo intrappolano nell'universo della Borsa:
un mondo dove la psicologia umana conduce facilmente
all'errore (e poi, peggio ancora, spinge a perseverare
nell'errore), dove vigono regole che sfidano l'intuizione
e il buonsenso, e dove spesso regna il paradosso.
Facendosi forte della propria esperienza di investitore
tanto competente quanto sfortunato, ma anche utilizzando
le proprie conoscenze scientifiche e una straordinaria
chiarezza espositiva, Paulos ci rivela i misteri
della Borsa. Con il sorriso sulle labbra, illumina
le complessità del mercato azionario, le sue promesse
e le sue trappole.
John Allen Paulos, “Un matematico gioca in Borsa. Consigli
e sconsigli per chi vuole diventare ricco con
le buone azioni”, pp. 223, Garzanti, 2004.
Penso,
dunque rido. L'altra faccia della filosofia
IA proposito del tipo di divulgazione che lo ha visto
imporsi negli Stati Uniti, John Allen Paulos dice:
si può conoscere Flaubert e Camus senza saper
leggere una parola di francese e, allo stesso
modo, si può studiare Euler, Gauss e Gödel senza
dover risolvere equazioni differenziali. In entrambi
i casi c’è bisogno di un buon traduttore. Ecco:
Paulos affronta qui la logica (filosofica e matematica)
come un ottimo traduttore e, attraverso un linguaggio
accessibile a tutti e soprattutto attraverso l’arma
del comico, della battuta, della storiella paradossale,
riesce a farci percepire il lavorio e l’armonia
del pensiero. Dietro la risata dell’assurdo c’è
sempre una catena fascinosissima di snodi filosofici.
"Spero di trasmettere – dice Paulos – qualcosa
dell’aroma e del succo della filosofia moderna,
e di cancellare quella diffusa sensazione che
la filosofia sia una qualche guida alla vita,
un ramo della teologia o della matematica, o la
pura capacità di essere stoici davanti alle avversità".
Ecco, la singolarità di questo libro è qui: nella
speciale passione del restituire, attraverso il
riso, il rigore del ragionamento, del "rimontare",
passando per parabole, enigmi, aneddoti, giochi
di parole, le più ardue teorie filosofiche. Non
massime dunque, buone a tutti gli usi, ma la curiosità
dell’intelligenza umana.
Un piccolo esempio: di un termine o un’espressione
si dice che hanno incidenza "estensionale"
quando in una frase possono essere sostituiti
con qualsiasi altro termine con lo stesso referente,
senza che la verità o falsità della frase venga
alterata. Ma ecco come una semplice barzelletta
è pronta a rendere fallace questo principio di
sostituzione: Due pastori protestanti stanno discutendo
dell’attuale degrado della morale sessuale: "Io
non sono mai stato a letto con mia moglie prima
di sposarci", proclama uno, "E tu?"
"Non ne sono certo", risponde il secondo,
"come si chiamava da signorina?".
John Allen Paulos, “Penso,
dunque rido. L'altra faccia della filosofia”,
pp. 177, Feltrinelli, 2004.
La
regola del disordine
L'autore di
questo libro su Caccioppoli non è un matematico.
Ma Caccioppoli riesce anche in questo, a far scrivere
di lui e della Matematica italiana del Novecento
un medico - pure critico d'arte, è anche responsabile
della pagina settimanale di arti visive sul quotidiano
"Liberazione" - quale è Roberto Gramiccia.
La prima parte del volume ricostruisce la figura
e la vita di Renato Caccioppoli: la sua formazione
matematica, la Napoli fascista, il dopoguerra,
il tragico epilogo. La seconda e terza parte sono
significativamente intitolate "Oltre la matematica"
- si parla di arte e di politica, ma anche delle
donne e degli amici del matematico napoletano
- e "Le affinità elettive". Qui i personaggi
"affini" sono Galois, Rimbaud, Francesca
Spada, Feyerabend, Cesare Pavese, Giordano Bruno. Il titolo esprime
subito l'ottica in cui Gramiccia ha messo a fuoco
la figura di Renato Caccioppoli: il disordine
"é contro la stagnazione. E' democratico,
antidogmatico, antidispotico. E' un vaccino contro
le milizie. E' affine al riso e all'ironia. E,
finalmente, alla disobeddienza. E' dionisiaco,
libero e giustamente pericoloso. (...) Ebbene,
Caccioppoli era un maestro assoluto di questa
disciplina".
Roberto Gramiccia, “La regola
del disordine. Renato Caccioppoli un matematico
ribelle”, pp. 199, Editori Riuniti, 2004.
Per gentile concessione del web
site http://matematica.uni-bocconi.it/libro/libro-gramiccia.htm
La
matematica da Pitagora a Newton
Il modo di pensare di Lombardo Radice fu sempre caratterizzato
da un intreccio fra la passione per i temi concettuali
della matematica, le loro implicazioni filosofiche
e culturali, la prospettiva storica e le problematiche
divulgative e pedagogiche connesse. Nel presente
volume, pubblicato per la prima volta nel 1971,
e ora riproposto con una nuova introduzione, l'autore
non si propone di offrire una dissertazione storica
della matematica, ma piuttosto di introdurre le
diverse concezioni del numero come si presentano
nelle varie forme di numerazione e i diversi modi
di calcolo numerico, da quello degli abaci ai
moderni calcolatori elettronici, attraverso esempi
semplici e divertenti e situandoli nei rispettivi
contesti storici. Poche pagine sono sufficienti
per introdurre le idee di base del calcolo infinitesimale
dando un'idea delle loro motivazioni empiriche
e dei problemi che ne suscitarono storicamente
lo sviluppo. Il libro è deliberatamente breve
e facile, in quanto si rivolge a lettori non specialisti.
L'unico requisito che viene richiesto è l'impegno
e l'interesse. Perché, come avverte Lombardo Radice,
per comprendere la matematica occorre far funzionare
il cervello, e questo costa sempre un certo sforzo.
Lucio
Lombardo Radice, “La matematica da Pitagora
a Newton”, pp. 135, Muzzio, 2004.
Giochi
matematici alla corte di Carlomagno
Il testo è la prima traduzione in lingua italiana, accompagnata
dal testo latino e da puntuali commenti, dell'opera
"Le Propositiones ad acuendos juvenes"
(Problemi per sviluppare l'intelligenza dei giovani),
la più antica raccolta esistente di problemi matematici
in lingua latina voluta da Carlomagno. Si tratta
di problemi, indovinelli, scherzi o paradossi
di carattere giocoso. La maggior parte dei problemi
appartiene alla cosidetta "matematica creativa",
si tratta ovvero di quei giochi matematici che
negli ultimi tempi hanno ricevuto rinnovata attenzione
come strumento didattico per motivare gli studenti.
Alcuino,
“Giochi matematici alla corte di Carlomagno.
Problemi per rendere acuta la mente dei giovani”,
pp. 100, Ets, 2005.
Il
gene della matematica
La vostra predisposizione per il linguaggio è esattamente
ciò che vi serve per fare della matematica. Pertanto,
nell'esporre la mia tesi, dovrò spiegare come
mai tante persone non sono in grado di utilizzare
un'abilità fondamentale che secondo me comunque
possiedono. Parte della spiegazione sta nel fatto
che la maggior parte della gente non sa che cosa
sia davvero la matematica. Non si tratta solo
di numeri e di aritmetica. Una volta che avrete
capito che cosa essa studia davvero, l'idea che
il pensiero matematico non sia altro che un modo
specializzato di usare la nostra predisposizione
per il linguaggio dovrebbe apparirvi molto meno
sorprendente”.
Il titolo è metaforico (non esiste alcun “gene
della matematica”, nel senso di una sequenza specifica
di DNA umano che conferisca l'abilità matematica
a chi lo possieda), l'epilogo è una sorta di parodia
a sorpresa. L'ironia emerge a più riprese in queste
pagine, ma non deve trarre in inganno: questo
è un libro serio e, insieme, molto divertente.
Il timore quasi fobico che molti nutrono nei confronti
della matematica è un dannoso orpello culturale,
senza alcuna giustificazione biologica, dal momento
che tutti abbiamo, fin dalla nascita, la facoltà
cerebrale preposta al pensiero matematico: è la
stessa che ci consente di usare il linguaggio.
Qual è questa facoltà? Il pensiero simbolico o,
come dice Keith Devlin, il pensiero off-line.
La dimostrazione di tale assunto offre all'autore
la possibilità di parlare della materia di cui
si innamorò da ragazzo, dopo averla detestata
da bambino; ma parlando di matematica egli ci
guida in un affascinante viaggio alla scoperta
dell'evoluzione del pensiero. Matematica e linguaggio
si fondano entrambi sulla capacità umana di giocare
con i simboli. Ma perché si è evoluta questa caratteristica?
Perché la sopravvivenza stessa dei nostri progenitori
è stata sempre strettamente connessa alla capacità
di comprendere il mondo e di riflettere sulle
relazioni esistenti fra le sue [...]
Keith Devlin, “Il gene della
matematica”, pp. 377, Longanesi, 2002.
Clara
e il baricentro
Questo piccolo testo divulgativo di un centinaio di pagine
si propone di richiamare, in modo leggero e scherzoso,
l'attenzione del lettore su alcune curiosità di
tipo matematico, inducendolo (e accompagnandolo
con l'aiuto di Clara) a ragionamenti che sono
alla base della metodologia scientifica. Pur trattando
argomenti tutt'altro che banali, il libro non
riporta formule e non presuppone alcuna specifica
conoscenza nel settore della matematica, se non
quella che si apprende alle scuole medie inferiori.
Per questo motivo, esso è particolarmente consigliato
agli studenti delle scuole superiori, ai loro
insegnanti, e a tutti coloro i quali, anche se
non di formazione scientifica, vogliano estendere
i propri orizzonti culturali”.
Daniele Funaro, “Clara e il
baricentro. Divagazioni sulla matematica e le
altre scienze”, pp. 116, Pitagora, 2003.
L'infinito
matematico tra mistero e ragione
Vi è già stato detto che le rette parallele s'incontrano
all'infinito? Che certi numeri hanno una scrittura
decimale illimitata che non segue nessuna regolarità?
Che cosa significano però questi infiniti che
si trovano in matematica, nella fattispecie a
proposito dei numeri, in analisi, in geometria?
Dove si situa l'infinito? Questo libro presenta
la matematica legata all'infinito attraverso una
successione di problemi che provocano l'immaginazione
e stimolano domande. Si percorre il cammino cosparso
di tranelli che va dal pensiero comune alla matematica.
Superando questi tranelli l'uno dopo l'altro,
si capisce la ragion d'essere del rigore, ma si
hanno anche delle intuizioni che chiariscono le
teorie matematiche.
Thérèse Gilbert, Nicolas Rouche,
“L'infinito matematico tra mistero e ragione.
Intuizioni, paradossi, rigore”, pp. 351, Pitagora,
2004.
Caos
e frattali
Il volume di Devaney costituisce una panoramica dei concetti
che stanno alla base dei sistemi dinamici - caos,
iterazione e stabilità - e degli oggetti che ne
risultano - gli insiemi di Julia, l'insieme di
Mandelbrot e i frattali sviluppando ognuno di
essi con una serie di brevi programmi per calcolatore.
Robert L. Devaney, “Caos e frattali.
Matematica dei sistemi dinamici e applicazioni
al calcolatore”, pp. 202, Pearson Education
Italia, 1993.
Sulle
orme del caos
In questo libro si illustrano i principali concetti e risultati
che stanno alla base del caos deterministico,
mostrandone le conseguenze. Vengono proposti modelli
molto semplici, che consistono nell'applicazione
ripetuta (iterazione) di funzioni non lineari,
simili a quelle che si studiano nelle aule di
liceo. Nonostante la loro semplicità, questi modelli
sono in grado di generare andamenti bizzarri e
apparentemente imprevedibili. Per spiegare ciò,
spesso viene usata la metafora del noto procedimento
casalingo con il quale si prepara la sfoglia:
infatti, la principale caratteristica geometrica
delle funzioni che generano successioni caotiche
consiste in azioni combinate di stiramento e ripiegamento
("stretching & folding").
G.I. Bischi, R. Carini, L. Gardini,
P. Tenti, “Sulle orme del caos. Comportamenti
complessi in modelli matematici semplici”,
pp. 242, Bruno Mondadori, 2004.
Percorsi
calcolati
Chi
descrive la morte di una stella può farlo in termini
matematici. E così pure chi ricostruisce l’evoluzione
del nostro universo oppure esplora i confini dell’infinitesimamente
piccolo. Con Percorsi calcolati, Michela
Fontana, attraverso incontri con scienziati famosi
e meno famosi, tutti appassionati del loro lavoro,
compie un viaggio intellettuale alle frontiere
della ricerca scientifica contemporanea. Un viaggio
personale, in cui l’Autrice segue un filo ideale
che parte dalla matematica e ad essa ritorna.
E la compagnia è eccellente: Enrico Bomieri, Francis
Crick, Gerald Edelman, Steve Hawkin, Edward Lorenz,
Benoit Mandelbrot, Tomaso Poggio, Tullio Regge,
Giancarlo Rota, Carlo Rubbia, Abdus Salam e molti
altri.
Michela Fontana, “Percorsi calcolati.
Le nuove avventure della matematica”, pp.
144, Le Mani-Microart'S,
1996.
Divertimento
geometrico
"Divertimento
geometrico" è l'ambizioso tentativo di riscrivere,
in linguaggio moderno e accessibile da un lato,
e in maniera autosufficiente dall'altro, il classico
libro di David Hilbert sui "Fondamenti della
geometria". Un'attenzione particolare viene
data alle problematiche di natura metamatematica
che quel libro pose sul tappeto nel 1899, e che
nel Novecento divennero centrali e caratterizzanti
non soltanto per la geometria assiomatica, ma
anche e soprattutto per la logica matematica e
per lo studio dei fondamenti: i problemi, cioè,
relativi alla completezza, alla consistenza e
all'indipendenza dei sistemi di assiomi.
Piergiorgio Odifreddi, “Divertimento
geometrico. Le origini geometriche della logica
da Euclide a Hilbert”, pp. 271, Bollati Boringhieri,
2003.
Le
ostinazioni di un matematico
Armand Duplessis vive in simbiosi con i numeri. Li studia
fin dal giorno in cui, ancora ragazzo, è rimasto
folgorato dalla "congettura di Goldbach":
ogni numero pari maggiore di 2 è la somma di due
numeri primi. Armand Duplessis, tanto ambizioso
quanto ostinato, ha deciso che riuscirà a trovare
la dimostrazione, inarrivabile e leggendaria come
il sacro Graal: non importa se l'ardore matematico
si muterà in ossessione, meno ancora se lui stesso
diventerà lo zimbello dei colleghi, che del resto
eguagliano a stento l'ombra dei grandi matematici
di un tempo... Le grottesche avventure di un indomito
don Chisciotte dell'aritmetica alle prese con
il secondo enigma più grande di tutti i tempi.
Didier Nordon, “Le ostinazioni
di un matematico. Ovvero come morire tre volte
per la congettura di Goldbach”, pp. 146, Sironi,
2005.
L'assassino
degli scacchi e altri misteri matematici
Armand Duplessis vive in simbiosi con i numeri. Li studia
fin dal giorno in cui, ancora ragazzo, è rimasto
folgorato dalla "congettura di Goldbach":
ogni numero pari maggiore di 2 è la somma di due
numeri primi. Armand Duplessis, tanto ambizioso
quanto ostinato, ha deciso che riuscirà a trovare
la dimostrazione, inarrivabile e leggendaria come
il sacro Graal: non importa se l'ardore matematico
si muterà in ossessione, meno ancora se lui stesso
diventerà lo zimbello dei colleghi, che del resto
eguagliano a stento l'ombra dei grandi matematici
di un tempo... Le grottesche avventure di un indomito
don Chisciotte dell'aritmetica alle prese con
il secondo enigma più grande di tutti i tempi.
Benoit Rittaud, “L'assassino
degli scacchi e altri misteri matematici”,
pp. 224, Barbera, 2005.
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