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di Anna Messina
Vorrei
Vorrei riuscire a piangere
di nuovo
da anni ormai i miei occhi
sono come i letti dei fiumi siciliani.
Mi commuovo, mi intenerisco,
mi turbo, mi emoziono,
una velatura appena sullo sguardo,
ma piangere no. Eppure
vorrei piangere e singhiozzare ancora
come quando da bambina subivo
un’umiliazione o un’ingiustizia.
Vorrei piangere e singhiozzare ancora
come quando da ragazza
mi sentivo sola e incompresa.
vorrei piangere e singhiozzare ancora
come quando donna ormai
ho vissuto la mia travagliata storia
d’amore.
vorrei piangere e singhiozzare ancora
come quando madre mancata
ho dato la morte a mia figlia.
Fu l’ultima volta.
A te
A te che misuri la strada con i tuoi passi
A te che hai le mani gonfie di calli e
geloni
A te che frequenti i bei palazzi perché
lavi le loro scale
A te che non trovi i soldi per regalarle
una bambola
A te che con i piedi gonfi già all’alba sei
china sui campi
A te che hai la schiena rotta ma anche
stamani sei giù in
[miniera
A te che senti sempre addosso il puzzo
della mondezza che
[raccogli
A te che ogni notte sei in mare
A te che entro una settimana devi rimediare
un altro
[alloggio
A te che ti sistemi per la notte sopra una
panchina
A te che vorresti uscirne e non sai come
fare
A te che tremi ad ogni auto che ti si
accosta
A te che hai subito violenza
A te che non vorresti essere mai nato
A te che soffri tanto che vorresti essere
aiutato a morire
A te che innocente o colpevole aspetti il
tuo momento
A te che vecchio nessuno va più a trovare
A te che bimbo nessuno vuole allevare
A te che sei scacciato come un pensiero
molesto
A tutti voi rivolgo lo sguardo
dalla mia gabbia dorata
dove abito e mi crogiuolo
al riparo degli orrori
di questo universo sconnesso
popolato da atrocità e infamie
Allora provo vergogna
per le mie lagnanze isteriche e ridicole
diversivo eccentrico
per privilegiati della vita.
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