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di Giacomo Manzoni
Silenzio
Ho imparato a piangere in silenzio,
con me solo,
ad ascoltare i canti degli uccelli
ed il mormorio del vento tra le fronde,
e l’acqua dei ruscelli.
A rimirare il limpido
sereno
del cielo stellato, e il
cupo temporale,
e l’infinito mare, che si
perde
lontano all’orizzonte…
Ho imparato a conoscere le stelle,
ad inseguire le rondini del cielo,
a cercare nel rombo del torrente
il canto che dia forza alla mia voce.
Cerco la pace fra gli abeti immensi.
M’inoltro per giardini profumati,
mi perdo per sentieri in mezzo al verde.
Quasi si acquieta la mia
melanconia,
cerco il silenzio ancora;
ma pei boschi
sento venire un piangere
di grilli,
lento, uniforme come la
canzone
del mio lamento,
mentre son lontano dalla
mia vita,
e vivo per morire.
Autunno
Restare qui, per sempre, ad aspettarti.
ad aspettare te, che non verrai,
ad aspettare te che ti allontani
ogni giorno di più dalla mia vita.
restare qui, con questo
ultimo sole
che riveste d’argento le
betulle
già spoglie, e indora i
larici assonnati
nella luce già fredda
dell’autunno.
Restare qui, finché venga la luce
che ci copra pietosa col suo manto
immacolato nel sonno dell’inverno.
Restare qui, aspettando
primavera,
che non verrà, perché non
torna, il cuore,
se tu non lo riscatti,
alla speranza.
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