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di Angelo Manitta
Non sono un poeta
Non sono un
poeta. Non lo sono perché non so
capire l'animo
umano, non so descrivere
l'universale, non
so leggere le vicende dello spirito.
Se non penetro il
sasso, l'albero o ciò che mi sta
accanto, non ne
capisco il senso e non lo esprimo.
Io non sono un
poeta perché non so provare
entusiasmo per
ciò che è bello, profondo, spirituale,
ossessivo,
miracoloso, estatico. Non so raccontare
e mescolare
emozioni, fantasie, amarezze,
pensieri, parole,
concetti, ideali.
Forse non ha
senso scrivere, non ha senso
la poesia che
turba, tormenta, rasserena
o insegna. Ma chi
può essere poeta se non la donna
che trascina la
propria esistenza, il bambino
che tende la mano
alla madre, l'anonimo
individuo che
rappresenta l'universale essere?»
Il tuo viso
Il tuo viso è
come quello della luna che divide
il cielo a
mezzanotte. La tenera pelurie
delle tue guance
suscita profonde lussurie
da ganimede. E
l'alito disintegra il sole
e scioglie
l'oceano tra perversi pensieri
che saziano il
mio spirito inquieto. Togli
i veli che
coprono il tuo simulacro e offrimi
tenerezze da
fanciullo che illuminano mele
di gelosia. La
brezza leggera ricopre
la perversione.
Il sogno si tramuta in realtà
di baci sfiorati
sulle succose labbra
d'adolescente in un'intima dissoluzione
finale.
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