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di Rosaria Barone
Mi
scrivi ...
Mi scrivi, come sei
solito,
righe per adorarmi con eleganza:
«Volto di luce
pallida come luna,
pura come la neve
che sciolta al sole
disseta le allodole;
ora tiepida la tua pelle
in pochi attimi
si colora di rose
e profuma di fragola,
la passione ti rapisce
e un turbine di colori
sul tuo corpo si spegne
in uno solo
timido e fresco.
Sono al tuo cospetto,
musa,
giaccio qui muto
d’incanto,
creo coi cuscini un
giaciglio
per nasconderti
dalla mia immagine
riflessa nello specchio
posto
dietro la tua figura;
potrebbe desiderarti,
assaporare le tue forme
idilliche, potrebbe...».
Poi penso... io non ho uno
specchio nella mia stanza.
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