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Presentazione del Magazine
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di
Gaetano G. Perlongo
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Andrea Camilleri - La
Vucciria
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a
cura di Adalgisa Caschiman
"Io, Agonzio Calandrino, cordaro, che ho bottega
in una via della piazza di grascia detta Bocceria
Grande... trovatomi la matina dello cinco settembriro
de lo mille e seicento e cinco inanzi alla bottega
intento a certe cassette rassettare, vidi nel negotio
de davanti a lo mio ov'è vendita di panni per vestimenti
e tela d'olona una giovine femina assai di personale
aitanza e opulentia nonché mirabile per copia e
lucidezza di chiome..." Così inizia il racconto
di Andrea Camilleri direttamente ispirato al famoso
quadro di Renato Guttuso dedicato alla Vucciria,
il più grande e più famoso mercato di frutta e verdura,
di pesci e di carne di Palermo. "Un narratore o
un commediografo, davanti alla Vucciria, avrebbero
materia di scrittura sino alla fine dei loro giorni,"
scrive Camilleri. "La vucciria la conosco bene.
Negli anni '44-'47 frequentavo l'università di Palermo
e quasi ogni giorno mi ci recavo per mangiarmi 'u
panu cu 'a meusa di cui ero ghiottissimo. Era un
luogo che apriva la fantasia. Perché era un luogo
dov'erano possibili accadimenti impossibili altrove."
Il libro è completato da una prefazione di Fabio
Carapezza Guttuso che racconta come venne dipinto
il quadro, la sua simbologia, e la sua collocazione
finale. Il volume è illustrato dai numerosi particolari
del quadro e da diverse fotografie scattate dallo
stesso Guttuso nel mercato come preparazione al
dipinto...
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Andrea Camilleri - Il
diavolo, certamente
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a
cura di Gaetano G. Perlongo
Due
filosofi in lotta per il Nobel, un partigiano tradito
da un topolino, un ladro gentiluomo, un magistrato
tratto in inganno dal giallo che sta leggendo, un
monsignore alle prese col più impietoso dei lapsus,
un bimbo che rischia di essere ucciso e un altro
capace di sconvolgere un'intera comunità con le
sue idee eretiche... E ancora: una ragazza che russa
rumorosamente, un'altra alle prese con il tacco
spezzato della sua scarpa, una segretaria troppo
zelante, una moglie ricchissima e tante, tante donne
che amano. 33 racconti di 3 pagine ciascuno: 333
e non 666, perché questo, come tutti sanno, è il
numero della Bestia, e non si discute sul fatto
che mezzo diavolo sia meglio di uno intero. In ogni
racconto, il diavolo suggella la storia con il suo
inequivocabile zampino: nel bene o nel male, a noi
lettori l'ardua sentenza. Perché questi racconti
sono percorsi da una meditazione accanita e sottile
sul senso delle umane sorti, del nostro affannarci
per mentire o per apparire, della nostra idea di
felicità; i due apologhi filosofici che aprono e
chiudono la raccolta non sono che il disvelamento
di una trama che sottende tutta la narrazione. Un
dettaglio luciferino può cambiare segno a una vita
intera, ma proprio per questo quella vita - sembra
dirci sorridendo Camilleri - vale sempre la pena
di viverla senza risparmio...
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| Giuseppe Calagna - La
primavera di Curcurù |
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a
cura di Gaetano G. Perlongo
La
mania che, fulmine a ciel sereno, piomba sul groppone
del povero Curcurù, somiglia ad una Provvidenza
Divina, pervenuta a colorare un'esistenza, fino
ad allora pavida e sciatta. Per un oscuro sortilegio,
ogni cosa, nella Primavera di quell'anno, gli appare
stimolante e l'esistenza, per una volta, incredibilmente
in discesa. Mezzo Don Chisciotte di provincia e
mezzo furbo siciliano, Curcurù, sparato, parte alla
ricerca convulsa d'interazioni potenzialmente pericolose
per sé, ma soprattutto per chi avrà la malaugurata
jella d'incrociarlo. Intorno la solita Sicilia,
che traspare dal profilo di Altolà, paese decisamente
retrivo e soffocante. La solita Sicilia, bella e
paradossale, luminosa, ma inguaribile. Nello stesso
solco s'inserisce tutta una galleria di personaggi,
da Maricchedda Sangumeo, al dottore Cuzzupè, dal
senaturi Paternostro al mafioso Scannaserpi, degni
archetipi di questo tipo di società. Di duello rusticano
in duello rusticano, si arriverà all'avvento di
Zanguler, l'orrido mostro della borghesia, terrifica
costruzione delirante, partorita dalla mente disturbata
del nostro. Alla fine sarà l'evoluzione della malattia
a cambiare inesorabilmente le carte in tavola...
Firma
l'appello per fermare il beauty contest
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“Il
segreto di Pius” dall’università
al Festival
di Roma
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Domenica
8 Gennaio 2012 alle ore 17.00 la 2° puntata
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